
Questo discorso, pronunciato da Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn all’università di Harward nel 1978, sintetizza il pensiero di questo scrittore russo molto prolifico. Quando lo ho letto, non ho potuto resistere alla tentazione di tradurlo per Voi. Martire del regime comunista e rifugiato politico in occidente, Aleksandr sviluppa una visione esterna al mondo occidentale e al tempo stesso una visione critica di insieme del mondo. È quindi capace di essere profetico su molti problemi di attualità. Ma ciò che rimarrà per sempre attuale è il suo messaggio cristiano: abbiamo bisogno di qualcosa di superiore rispetto alla ricerca edonistica del piacere. Ecco un breve estratto del discorso di inizio anno accademico dell’università di Harward del 1978.
… Nel percorso dal Rinascimento ai nostri giorni abbiamo arricchito la nostra esperienza, ma abbiamo perso il concetto di un’Entità Suprema e Completa che frenava le nostre passioni e la nostra irresponsabilità. Abbiamo riposto troppe speranze nella politica e nelle riforme sociali, solo per scoprire che venivamo privati del nostro bene più prezioso: la nostra vita spirituale. Viene calpestata dal partito di massa in oriente, da quello commerciale in occidente. Questa è l’essenza della crisi: la scissione del mondo è meno terrificante della somiglianza della malattia che ne affligge le sezioni principali. Se, come reclamato dall’umanesimo, l’uomo nascesse solo per essere felice, non nascerebbe per morire. Poiché il suo corpo è condannato alla morte, il suo compito sulla terra evidentemente deve essere più spirituale: non un assorbimento totale nella vita quotidiana, non la ricerca del modo migliore di procurarsi i beni materiali e dopo il loro spensierato consumo. Deve essere l’adempimento di un dovere permanente e serio affinché il cammino della vita diventi soprattutto un’esperienza di crescita morale: lasciare la vita come un essere umano migliore di come si è iniziata. …
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